news GiurisprudenzaLa pronuncia in esame offre un chiarimento rilevante in materia di tracciabilità dei rifiuti e responsabilità amministrativa connessa alla gestione del formulario di identificazione previsto dall’art. 193 del d.lgs. n. 152/2006.
La Corte di Cassazione supera l’impostazione secondo cui la sanzione per il trasporto di rifiuti speciali non pericolosi con formulario contenente dati incompleti o inesatti sarebbe riferibile esclusivamente all’impresa di trasporto. Secondo la Corte, infatti, l’obbligo di corretta compilazione e sottoscrizione del formulario grava non solo sul produttore o detentore dei rifiuti, ma anche sul conducente del mezzo, inteso in senso sostanziale come il soggetto che materialmente esegue il trasporto e partecipa alla formazione del documento mediante la relativa sottoscrizione.
Ne deriva che la qualifica imprenditoriale, la professionalità dell’attività svolta o la stabilità del rapporto con l’impresa non costituiscono elementi decisivi ai fini dell’imputazione della responsabilità. Ciò che rileva è, piuttosto, la partecipazione concreta al trasporto e al meccanismo documentale che consente la tracciabilità del rifiuto lungo la filiera.
La decisione valorizza la funzione del formulario quale presidio essenziale di controllo pubblico e di responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti nel ciclo dei rifiuti. La sottoscrizione del documento non assume quindi un valore meramente formale, ma integra un’assunzione diretta di responsabilità circa la correttezza e completezza dei dati riportati.
In questa prospettiva, la violazione sanzionata dall’art. 258, comma 4, del d.lgs. n. 152/2006 può essere imputata, in concorso, a tutti coloro che abbiano cooperato alla condotta illecita o ne abbiano agevolato la realizzazione, incluso il conducente che abbia materialmente effettuato il trasporto. La distinzione tra impresa di trasporto e singolo autista non vale, pertanto, a escludere la responsabilità di quest’ultimo quando egli abbia preso parte al trasporto e sottoscritto il formulario.
La pronuncia conferma così un orientamento rigoroso, coerente con la ratio della disciplina ambientale: assicurare la piena tracciabilità dei rifiuti e impedire che la frammentazione dei ruoli operativi si traduca in una deresponsabilizzazione dei soggetti concretamente coinvolti nella movimentazione.

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